TELAI CUSTOMIZZATI IN ALLUMINIO trimat

Telai Customizzati in Alluminio: Ottimizzazione per il Settore Automotive

In questo articolo noi di TRIMAT vogliamo portarti nel settore automotive e più nello specifico vogliamo parlarti dei telai customizzati in alluminio, quindi di come le strutture in alluminio progettate su misura supportano i processi produttivi anche in questo specifico settore; quindi se l’argomento è di tuo interesse rimani come sempre con noi.

Iniziamo dicendoti che, come ti sarà di certo noto, nell’era che tutti stiamo vivendo in cui l’innovazione tecnologica fa da padrona assoluta, anche l’industria automobilistica sta vivendo una rivoluzione silenziosa ma profonda: la trasformazione dei materiali utilizzati nella costruzione delle auto. Questa transizione è guidata dalla ricerca di veicoli più leggeri, efficienti ed ecologici.

Tra i tanti materiali usati in questo ambito non può di certo mancare la lega di alluminio, che è l’emblema per eccellenza della forza nella leggerezza. L’alluminio è stato proprio uno dei materiali pionieristici nell’industria automobilistica usato largamente per ridurre il peso dei veicoli. Grazie alla sua resistenza e leggerezza, le leghe di alluminio sono ampiamente utilizzate nella produzione di parti strutturali, telai e componenti di sospensione. Questo non solo riduce il peso complessivo dell’auto, ma contribuisce anche a migliorare l’efficienza del carburante.

Ma se detto questo ti stai chiedendo cosa possiamo fare noi di TRIMAT per te, allora siamo qui per dirti che siamo in grado di costruire, dietro indicazione e/o progetto del cliente, telai e strutture portanti destinate alla meccanica, alla produzione, all’edilizia, all’architettura e all’arredo civile e urbano. Telai a disegno, telai per macchine automatiche, banchi da lavoro, postazioni di assemblaggio, soppalchi, strutture portanti in genere, scaffalature civili, arredi per esercizi pubblici, tavoli e panchine: questi sono esempi delle forniture TRIMAT. I telai possono essere forniti completamente assemblati, in kit di montaggio completi di bulloneria e accessori, pre-lavorati, ovvero assemblati per parti così da contenere i costi di trasporto e di stoccaggio da parte del cliente. Come tutte le strutture realizzate con i profilati modulari in alluminio, non vi è alcun limite all’ « espandibilità » e alle modifiche nel caso in cui subentrino nel tempo esigenze differenti.

Da noi potrai trovare diversi tipi di telai, tutti pensati e studiati per far fronte alle tue esigenze, con caratteristiche diverse che potrai trovare sul nostro sito internet nell’apposita sezione, certi che troverai la soluzione che stai cercando. Inoltre se vuoi saperne di più, non esitare a contattarci! Puoi chiamarci allo 0395312426 o scriverci una mail a vendite@trimatsrl.it; il prima possibile ci metteremo in contatto con te.

NASTRI TRASPORTATORI trimat

Nastri Trasportatori: Flessibilità e Design Personalizzato per la Produzione Moderna

E se ti diciamo nastri trasportatori, tu cosa ci rispondi? No, non vogliamo di certo interrogarti, ma dirti che è l’argomento che affronteremo di seguito.

Iniziamo subito dicendoti che quando si parla di nastri trasportatori si fa riferimento a dei dispositivi adibiti alla movimentazione di oggetti o materiali, di diverse tipologie e dimensioni. Infatti, i nostri progetti si adattano a qualsiasi necessità, partendo dal tipo di prodotto, dalla velocità e dal peso del carico.

Noi di TRIMAT costruiamo, secondo progetto e/o in accordo con le indicazioni fornite dal cliente, rulliere folli, motorizzate e nastri trasportatori perché sappiamo bene che ogni impianto manufatturiero necessita di movimentare oggetti, di caricare o scaricare una macchina automatica, di assolvere le funzioni di asservimento ed evacuazione senza l’obbligo della presenza dell’uomo. Sia per ovviare alla ripetitività alienante delle operazioni, sia per alleviare la fatica dell’operatore, sia per garantire continuità al processo produttivo che, in assenza delle interruzioni fisiologicamente legate all’essere umano, diviene maggiormente redditizia.

Il convogliatore, la rulliera folle, la rulliera motorizzata, il trasportatore di asservimento, il nastro evacuatore hanno spesso costo contenuto e alta funzionalità, un alto rapporto benefici costi. Incontriamo un nastro trasportatore tutti i giorni: in aeroporto, al supermercato, in palestra: i nastri trasportatori e le rulliere sono macchine semplici che snelliscono la logistica della fabbrica, sono il naturale completamento di una macchina automatica, consentono all’uomo di concentrarsi sulla realizzazione del pezzo e sul governo dell’attrezzatura invece che renderlo facchino dell’impianto.

Noi di TRIMAT costruiamo nastri trasportatori personalizzati, con dimensioni ad-hoc, a tappeto, a catena a tapparella o a rulli, offrendo la propria esperienza per ottimizzare le esigenze del cliente; suggerisce soluzioni per contenere i costi e per garantire la funzionalità degli impianti.

Inoltre siamo in grado di:

  • fornire assistenza in fase di progettazione, oppure si accollar l’onere completo della progettazione della rulliera anziché del nastro trasportatore;
  • fornire il materiale strutturale e l’accessoristica indispensabile per il completamento del progetto, si incaricarsi di costruire la rulliera, folle o motorizzata, piuttosto che il nastro di trasporto a catena, o a tapparella, o a tappeto ad anello;
  • fornire al cliente l’attrezzatura pronta per la messa in opera.

Infine, i nastri trasportatori e le rulliere realizzate con i profilati strutturali in alluminio non necessitano di altra manutenzione se non quella legata agli organi di movimento e sono modificabili a costi modesti, sono la soluzione ideale per le linee di trasporto per le quali si prevede possibilità di espansione.

SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO & MECCATRONICA

Protezioni in Alluminio per Macchinari Industriali: Quando la Sicurezza Incontra l’Innovazione

In questo articolo noi di TRIMAT vogliamo parlarti di protezioni in alluminio per macchinari industriali, un argomento che di certo gode della sua importanza, quindi il consiglio che possiamo darti è di procedere con la lettura.

Quando si parla di protezioni in alluminio per macchinari industriali si fa riferimento a delle strutture realizzate per impedire l’accesso ai punti pericolosi per qualsiasi tipo di attrezzatura industriale. Ed è proprio in tal senso che noi di TRIMAT studiamo e creiamo protezioni di diverso tipo, tenendo conto delle necessità, richieste e gusti del cliente. Tutta la gamma delle protezioni in alluminio per macchinari industriali, oltre a rispettare le esigenze funzionali delle attrezzature industriali, aggiunge valore estetico all’intero ambiente lavorativo.

Perché per noi l’elevata attenzione per i materiali si unisce alla passione per la cura dei dettagli.

Di seguito ecco allora le caratteristiche dei nostri prodotti:

  • Attenzione al dettaglio: Tutta la gamma delle protezioni in alluminio per macchinari industriali, oltre a rispettare le esigenze funzionali delle attrezzature industriali, aggiunge valore estetico all’intero ambiente lavorativo;
  • Stile: Le nostre protezioni industriali sono realizzate in profilo di alluminio e/o in acciaio verniciato e inox, in relazione alle applicazioni e alle necessità;
  • Accoppiamento con guarnizioni: Gli accoppiamenti tra i profili e le lamiere o i tamponamenti, sono eseguiti con l’ausilio di guarnizioni che garantiscono una continuità di tenuta e isolamento.

Noi di TRIMAT costruiamo, secondo progetto in accordo con le indicazioni del cliente, barriere di protezione perimetrale e protezioni antinfortunistiche a bordo macchina. I gestori degli impianti industriali con presenza uomo hanno l’obbligo di tutelare gli operatori nel rispetto delle normative vigenti in argomento alle aree di rischio e di pericolo indotte da organi in movimento, da attrezzature rumorose, da fuoriuscita di liquidi nocivi.

La progettazione non può prescindere dalle considerazioni sugli impedimenti operativi che le protezioni anti infortunistiche inevitabilmente generano e la realizzazione delle protezioni e delle barriere in profilati estrusi, propri del sistema modulare proposto da noi di TRIMAT, accorciamo i tempi di costruzione delle protezioni e permettiamo di seguire il profilo dei macchinari; soprattutto, rende possibile apportare modifiche a costi ragionevoli nel caso in cui mutino le esigenze di accesso dell’operatore, vuoi per lo svolgimento delle operazioni legate al processo produttivo, vuoi per necessità  di manutenzione. Una protezione ben pensata altera in minima parte il parametro produttività e tutela operatori e responsabili di produzione dal punto di vista legale. Infine, assistiamo il cliente in fase di progetto e, su richiesta, anche per l’installazione della protezione sulla macchina.

SOLUZIONI DI ASSEMBLAGGIO & MECCATRONICA

Soluzioni di assemblaggio & meccatronica

In questo articolo noi di TRIMAT vogliamo parlarti di soluzioni di assemblaggio e meccatronica, quindi, se ti va di saperne di più rimani qui.

Iniziamo soffermandoci sull’assemblaggio meccanico e cerchiamo di capire di cosa si tratta; prima però ci teniamo a precisare che dopo la fase progettuale, l’assemblaggio meccanico dei componenti è una fase estremamente fondamentale per consegnare un prodotto funzionante ai clienti. Detto questo, andiamo a noi; quando si parla di assemblaggio meccanico, si fa riferimento ad una fase fondamentale ai fini della realizzazione del prodotto, che potremmo inserire nel ciclo di post produzione, nella quale i vari particolari meccanici vengono appunto assemblati seguendo il disegno tecnico. Questa fase ha come unico scopo quello di ottenere un prodotto funzionante e che risponde fedelmente alle esigenze del cliente.

Andiamo ora a soffermarci sulla meccatronica e anche in questo caso iniziamo subito dicendoti che si tratta di una disciplina che ha dato una grande svolta nel mondo dell’industria, in quanto essa è in grado di dare nuovi strumenti e tecnologie in grado di ottimizzare la produzione e aumentare in maniera esagerata il livello di automazione. Ma conosciamola più da vicino.

Quando si parla di meccatronica si fa riferimento a tutto un insieme di tecniche che, combinate tra loro, riescono a far interagire tra loro l’elettronica, la meccanica e l’informatica per automatizzare al meglio i sistemi di produzione. Se però ti stai chiedendo da dove nasce questo sistema di tecnologie combinate tra loro, allora va detto anche che nasce proprio dalla necessità di creare dei prototipi e degli standard relativi alla modellistica del corpo, alla simulazione e alla prototipazione dei sistemi di controllo, in particolare di controllo del movimento.

Ecco perché più in dettaglio si parla di Motion Control, che trova la sua principale applicazione nei campi della robotica, della biomeccanica, dell’automazione industriale e dell’avionica, un settore che comprende i sistemi meccanici degli autoveicoli. Nel caso della biomeccanica, essa si concentra sullo studio e lo sviluppo di metodi di controllo elettronici utili per gestire il movimento di organi meccanici dando così alle industrie manifatturiere delle soluzioni per diventare più competitive sul mercato. Grazie al miglioramento della produttività, ma anche della flessibilità e quindi della qualità dei prodotti.

Quindi, potremmo concludere dicendoti che l’obiettivo della meccatronica è quello di rispondere alla necessità di combinare in una stessa applicazione i due aspetti delle grandezze elettriche, ossia l’informazione e l’energia, sapendo bene che riuscire a rappresentare l’informazione è un procedimento fondamentale per eseguire le funzioni di controllo, mentre la capacità di trasportare energia è indispensabile per muovere gli organi meccanici; in ambito meccanico invece, la meccatronica consente di separare l’informazione dall’energia, due realtà che nelle applicazioni meccaniche tradizionali sono legate in maniera indissolubile.

: INFO13 - Premio Billetta: chi era costui? trimat

INFO13 – Premio Billetta: chi era costui?

Ciao Gio’, fa caldo a Port Louis? Il Gianni adesso è nella sua Aruba e dice che in ‘sto periodo il clima non gli piace mica tanto; invece il Roby è stato veramente fortunato, la villa a Nassau l’ha pagata una miseria e adesso chi lo vede più?

Tratteggiato il quadretto, poco bucolico e piuttosto benestante, ci possiamo figurare tre personaggi che, beatamente spaparanzati in luoghi ameni della terra, tra daiquiri e piacenti compagnie, decidono  se e quanto vessare i comuni mortali consumatori di Alluminio.

Se siano realmente tre non è dato sapere (personalmente dubito siano molti di più); di fatto c’è qualcuno che, sulla scorta di non si sa ben cosa, decide che il compratore grossista deve pagare un extra costo rispetto alla quotazione in USD all’LME per trasformare il possesso di titoli in materiale.

Il premio billetta appunto.

Per chiarire: decenni fa è stato introdotto un parametro di prezzo che, da definizione, è quanto l’estrusore deve sborsare per accedere alla consegna fisica delle billette, per far sì che il primarista gli consegni il semilavorato entro la data stabilita.
In altre parole, il prezzo delle nostre barre è composto dalla quotazione in borsa, in Europa dal cambio EUR/USD, dal premio, dai costi di trasformazione, dal calo di estrusione, e da costi accessori quali trattamento superficiale, imballo e trasporto.

L’incidenza del premio? Per anni tra i 400 e i 500 USD/ton, 50 centesimi al Kg, da quando il nostro metallo ha iniziato ad arrampicarsi sulla vetta della borsa, 2000 / 2200 USD/ton.
Una follia.
Una follia perché é vero solo parzialmente che va a coprire gli extra costi generati dal caro energia e dintorni sostenuti dai processi di estrazione del minerale, dalle prime trasformazioni e dall’annessa logistica.
Una follia perché, da definizione, è quanto si paga per tradurre in materia ciò che i proprietari di titoli in teoria già possiedono.
Una follia perché non c’è relazione diretta tra le oscillazioni di tutto quanto sopra e il suo andamento.

Soprattutto, una follia -speculativa- perché, mentre originariamente si narra fosse giostrato con finalità diametralmente opposta, cioè per calmierare l’eccesso di variabilità dei titoli cartacei / virtuali, da un anno e mezzo segue la curva dell’LME amplificandone gli effetti deleteri.
Altrimenti detto: sino a pochi anni fa se la borsa saliva troppo il premio scendeva un poco, così da contenere parzialmente l’impatto economico sull’industria; il viceversa per garantire marginalità a broker e simili; adesso i trend sono paralleli e ben conosciamo i risultati.

E’ legge di mercato, c’è carenza di materiale, l’offerta non copre la domanda, il prezzo sale.

Certo, in borsa funziona così, ma il premio che c’entra, posto che alle origini il suo scopo era esattamente contrario?
E siamo proprio certi che l’Alluminio un paio d’anni fa abbia iniziato a scarseggiare? Stiamo esaurendo le scorte di uno dei minerali più presenti nella crosta terrestre? Le miniere chiudono perché l’energia necessaria all’estrazione e alle prime trasformazioni costa troppo? La domanda si é contratta e la marginalità deve essere garantita a tutti gli operatori del settore? Mah….

Se così fosse, non si spiega perché -a tutt’oggi- il prezzo del premio si aggira tra i 1600 e i 1800 USD/ton in Europa mentre in Turchia lo si paga tra i 900 e i 1100.
A meno di non dare per assunto che metà delle miniere di bauxite si trovino in Anatolia e che la medesima possa godere di fonti di approvvigionamento energetico a costo irrisorio rispetto a noi.

70-80 centesimi al Kg in meno da Istanbul a Brescia per un prodotto fittizio? Per un parametro imperscrutabile? Per un accessorio del prezzo insondabile ai più? Mah….

L’LME sta puntando i 2000 Dollari a tonnellata, o 2000 EUR (siamo alla parità), riportiamo il premio billetta a valori che rispecchino il criterio della logica et voilà, siori e siore, ecco a voi un Kg di Alluminio ben al di sotto dei 4 EUR!

Alla prossima,
Dellem
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